Classificazione dei rifiuti speciali: quali sono pericolosi e quali non?
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Uno dei problemi più grandi per un'azienda commerciale o un'industria è lo smaltimento dei rifiuti prodotti quotidianamente. A seconda della grandezza dell'impresa, la quantità di rifiuti può essere cospicua e impattare sul ciclo di produzione, portando eventuali ritardi oppure inficiando sulla qualità del prodotto finale. Per questo motivo, nella gestione aziendale il ciclo dei rifiuti è importante, partendo dalla corretta identificazione, fino al trattamento e allo smaltimento.
I rifiuti non sono tutti uguali. Le aziende producono materiali di scarto, e quindi rifiuti, che necessitano di procedure di smaltimento completamente differenti. Alcuni possono essere trattati come rifiuti urbani, ma la maggior parte sono rifiuti speciali che devono essere gestiti da aziende specializzate nel settore.
I rifiuti speciali a loro volta si suddividono in:
- Rifiuti pericolosi
- Rifiuti non pericolosi
Se sei un'azienda e non hai dubbi su come smaltire correttamente i rifiuti speciali, in questa guida troverai utili consigli e risposte.
INDICE:
- Cosa sono i rifiuti pericolosi e i rifiuti non pericolosi?
- Quali sono i rifiuti pericolosi e come vengono classificati?
- Quali sono i rifiuti non pericolosi?
- Come smaltire i rifiuti speciali?
- Cosa sapere riguardo il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti speciali?
Cosa sono i rifiuti pericolosi e i rifiuti non pericolosi?
I rifiuti speciali sono gli scarti prodotti dalle aziende e dalle industrie e che vengono identificati tramite il Decreto Legislativo n.152 del 3 aprile 2006. Sono rifiuti speciali tutti quelli prodotti da:
- Attività agricole e agro-industriali;
- Attività di demolizione, costruzione e scavo;
- Lavorazioni industriali e artigianali;
- Attività commerciali;
- Attività sanitarie.
Come anticipato, i rifiuti speciali a loro volta si suddividono in:
- Rifiuti pericolosi. Sono scarti che contengono al loro interno sostanze inquinanti, tossiche, infiammabili o corrosive in concentrazioni tali da rappresentare un rischio concreto per la salute umana e per l'ambiente.
- Rifiuti non pericolosi. Si tratta di rifiuti che, pur derivando da attività produttive, non presentano caratteristiche di tossicità o pericolosità chimica immediata. In questa categoria rientrano materiali come carta, cartone, plastica, metalli o scarti di legno.
Quali sono i rifiuti pericolosi e come vengono classificati?
I rifiuti pericolosi sono identificati nel Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) con un codice a sei cifre seguito da un asterisco (*). Ad esempio, sono rifiuti pericolosi:
- Oli esausti;
- Batterie al piombo;
- Residui di solventi chimici;
- Amianto;
- Scarti sanitari infettivi.
Senza l'asterisco, il codice identifica un rifiuto come non pericoloso.
La classificazione dei rifiuti pericolosi avviene tramite l'attribuzione delle classi di pericolo HP (da HP1 a HP15). Queste sigle indicano se il rifiuto è, ad esempio, esplosivo, irritante, cancerogeno o ecotossico. Per determinare correttamente la classe, è spesso necessaria un'analisi di laboratorio che attesti la concentrazione delle sostanze nocive presenti.
Quali sono i rifiuti non pericolosi?
Come si può intuire, i rifiuti non pericolosi sono i materiali di scarto che non contengono sostanze inquinanti e che possono essere smaltiti seguendo procedure più semplici.
Tra i più comuni troviamo:
- Imballaggi in carta e cartone;
- Ferro;
- Acciaio;
- Detriti di demolizione non contaminati;
- Rifiuti urbani prodotti nelle abitazioni.
Sebbene definiti "non pericolosi", questi scarti richiedono comunque una gestione professionale. Il fatto che non siano tossici non significa che possano essere abbandonati: il loro volume elevato richiede processi di recupero e riciclo ottimizzati per ridurre l'uso delle discariche e promuovere l'economia circolare.
Come smaltire i rifiuti speciali?
I metodi per trattare e smaltire i rifiuti pericolosi devono essere uno dei focus principali di un'industria. Queste procedure richiedono infatti il rispetto rigoroso di norme complesse che in caso di mancata applicazione può portare a pesanti sanzioni amministrative e penali, con ripercussioni sulla stabilità aziendale.
Vediamo brevemente tutte le operazioni coinvolte in questo processo:
1. Separazione in azienda: ogni scarto deve essere raccolto in contenitori idonei e stoccato temporaneamente in aree dedicate, evitando accuratamente la miscelazione tra rifiuti pericolosi differenti;
2. Trasporto e la tracciabilità: il passaggio successivo riguarda la movimentazione, che deve essere obbligatoriamente accompagnata dal FIR (Formulario di Identificazione dei Rifiuti), il documento che scorta il carico e ne garantisce la tracciabilità dal produttore fino all'impianto di destinazione. Per legge, il trasporto può essere effettuato esclusivamente da mezzi autorizzati e iscritti all'Albo Nazionale Gestori Ambientali, che assicurano che il materiale arrivi in centri di trattamento o recupero certificati.
Cosa sapere riguardo il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti speciali?
In questo articolo abbiamo visto le principali differenze tra rifiuti pericolosi e non pericolosi e l'importanza di una loro corretta gestione. Ripercorriamo brevemente insieme i punti salienti:
- I rifiuti speciali prodotti dalle aziende richiedono identificazione corretta, trattamento e smaltimento adeguati;
- I rifiuti speciali si dividono in pericolosi e non pericolosi in base alla presenza o assenza di sostanze che comportano rischi immediati;
- I rifiuti pericolosi si riconoscono dal CER e si classificano anche tramite le classi di pericolo HP (HP1-HP15), spesso con supporto di analisi di laboratorio;
- I rifiuti non pericolosi hanno procedure più semplici, ma non possono essere abbandonati e vanno gestiti puntando su recupero e riciclo;
- Per i rifiuti pericolosi sono cruciali separazione, contenitori idonei, divieto di miscelazione, oltre al trasporto tracciato con FIR e operatori autorizzati;
- Per una gestione corretta e conforme, è quindi indicato affidarsi ad aziende nel trattamento dei rifiuti speciali.
Classificazione dei rifiuti speciali: quali sono pericolosi e quali non?
Uno dei problemi più grandi per un'azienda commerciale o un'industria è lo smaltimento dei rifiuti prodotti quotidianamente. A seconda della grandezza dell'impresa, la quantità di rifiuti può essere cospicua e impattare sul ciclo di produzione, portando eventuali ritardi oppure inficiando sulla qualità del prodotto finale. Per questo motivo, nella gestione aziendale il ciclo dei rifiuti è importante, partendo dalla corretta identificazione, fino al trattamento e allo smaltimento.
Classificazione dei rifiuti speciali: quali sono pericolosi e quali non?
Uno dei problemi più grandi per un'azienda commerciale o un'industria è lo smaltimento dei rifiuti prodotti quotidianamente. A seconda della grandezza dell'impresa, la quantità di rifiuti può essere cospicua e impattare sul ciclo di produzione, portando eventuali ritardi oppure inficiando sulla qualità del prodotto finale. Per questo motivo, nella gestione aziendale il ciclo dei rifiuti è importante, partendo dalla corretta identificazione, fino al trattamento e allo smaltimento.
Classificazione dei rifiuti speciali: quali sono pericolosi e quali non?
Uno dei problemi più grandi per un'azienda commerciale o un'industria è lo smaltimento dei rifiuti prodotti quotidianamente. A seconda della grandezza dell'impresa, la quantità di rifiuti può essere cospicua e impattare sul ciclo di produzione, portando eventuali ritardi oppure inficiando sulla qualità del prodotto finale. Per questo motivo, nella gestione aziendale il ciclo dei rifiuti è importante, partendo dalla corretta identificazione, fino al trattamento e allo smaltimento.
Classificazione dei rifiuti speciali: quali sono pericolosi e quali non?
Uno dei problemi più grandi per un'azienda commerciale o un'industria è lo smaltimento dei rifiuti prodotti quotidianamente. A seconda della grandezza dell'impresa, la quantità di rifiuti può essere cospicua e impattare sul ciclo di produzione, portando eventuali ritardi oppure inficiando sulla qualità del prodotto finale. Per questo motivo, nella gestione aziendale il ciclo dei rifiuti è importante, partendo dalla corretta identificazione, fino al trattamento e allo smaltimento.
Classificazione dei rifiuti speciali: quali sono pericolosi e quali non?
Uno dei problemi più grandi per un'azienda commerciale o un'industria è lo smaltimento dei rifiuti prodotti quotidianamente. A seconda della grandezza dell'impresa, la quantità di rifiuti può essere cospicua e impattare sul ciclo di produzione, portando eventuali ritardi oppure inficiando sulla qualità del prodotto finale. Per questo motivo, nella gestione aziendale il ciclo dei rifiuti è importante, partendo dalla corretta identificazione, fino al trattamento e allo smaltimento.
Classificazione dei rifiuti speciali: quali sono pericolosi e quali non?
Uno dei problemi più grandi per un'azienda commerciale o un'industria è lo smaltimento dei rifiuti prodotti quotidianamente. A seconda della grandezza dell'impresa, la quantità di rifiuti può essere cospicua e impattare sul ciclo di produzione, portando eventuali ritardi oppure inficiando sulla qualità del prodotto finale. Per questo motivo, nella gestione aziendale il ciclo dei rifiuti è importante, partendo dalla corretta identificazione, fino al trattamento e allo smaltimento.
Rifiuti speciali
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